Categoria: Home Page

  • La Madonna del Mare di Bova Marina tra storia e fede cristiana

    Lo scrittore e storico bovese Antonio Catanea Alati, in una testimonianza del 27 febbraio 1964, racconta che nel 1587 un uomo, diretto a Reggio da Bova, trovò lungo la strada un quadretto di pietra nera con, negli angoli, quattro tritoni che sorreggevano sulle spalle una conchiglia e una donna nuda. Sia la conchiglia che la donna erano di marmo bianco e, secondo quanto riportato da Politi nella Cronica di Reggio del 1619, l’opera rappresentava la nascita della dea Venere dal mare e la sua successiva traslazione a terra ad opera dei quattro Tritoni.

    Foto riprodotta con l’utilizzo dell’A.I.

    Il viandante consegnò il ritrovamento all’allora vescovo di Bova, Monsignor Tolomeo Corfinio, il quale riferì di averla inviata ai suoi superiori a Roma. Da allora, si persero le tracce dell’opera. Alcuni sostengono che la scultura si trovi attualmente presso uno dei musei vaticani.

    Gli storici si chiedono ancora oggi in quale tempio della zona potesse essere custodita questa rappresentazione prima della sua scoperta. Sicuramente in uno dei tre templi dedicati rispettivamente a Giove, Ercole e Venere, che, secondo alcune ipotesi, sorgevano intorno a Deri, l’antica Delia.

    In particolare, si ipotizza che il tempio dedicato alla dea dell’Amore, situato su Capo San Giovanni, potesse garantire la migliore custodia per un’opera così importante. A sostegno di questa ipotesi, vi sono i racconti dei numerosi raduni in occasione delle feste afrodisiache che si tenevano nel mese di maggio, durante le quali le ragazze dei paesi interni si recavano al mare per festeggiare l’arrivo della primavera. Vi giungevano da tutti i paesi vicini, astenendosi dall’uso del sale nei cibi consumati, per onorare la schiuma del mare, ritenuta la generatrice della dea Venere.

    Con l’avvento del cristianesimo, questa consuetudine si trasformò in un vero e proprio festeggiamento: il giorno dell’Ascensione, le ragazze si recavano al mare e, dopo la celebrazione della Messa, iniziavano la festa indossando abiti decorati di fiori e danzando e cantando canzoni dell’epoca.

    Successivamente, a causa dei continui attacchi dei pirati, le popolazioni abbandonarono la costa per trovare rifugio lungo i pendii dell’Aspromonte; alcuni nuclei familiari si spinsero addirittura oltre fino a raggiungere un altopiano sopra il quale fondarono la città di Delianuova. Ma non dimenticarono le proprie origini e tradizioni. Puntualmente, ogni anno, si recavano in pellegrinaggio al Capo San Giovanni per celebrare l’Ascensione e l’Assunzione della Madonna.

    Nel 1677, una forte mareggiata distrusse il borgo dei pescatori divorando la spiaggia e tutto ciò che vi era intorno. Si salvò solo una tela del 1400 raffigurante la Deposizione e ritrovata da alcuni pescatori del luogo. Per questo motivo si gridò al miracolo e, pertanto, fu costruito un tempio dedicato alla Beata Vergine del Mare il quale permise la continuazione dei pellegrinaggi e dei festeggiamenti in onore della Madonna dell’Assunta.

    In: Saint-Non, Voyage Pittoresque… Nouvelle Edition. Paris, Dufour… 1829

    Il 14 marzo 1964, il Vescovo della Diocesi Reggio – Bova S.E. Monsignor Sorrentino autorizzò il progetto di collocazione di una statua bronzea alta 3,5 metri e pesante 8 quintali sulla sommità del Capo San Giovanni. Nella prima pagina dell’albo vescovile si legge: “Approvando di cuore l’iniziativa del Dott. Michele Nesci, promotore della costruzione della statua della Madonna del Mare a Bova Marina, benediciamo quanti contribuiranno con offerte alla realizzazione dell’opera e impetriamo la materna protezione della Madonna su quanti la invocheranno: Ave, Maris Stella, inter para tutum…”.

    Un anno dopo, il 30 aprile 1965, il progetto si realizzò: con una spettacolare manovra, il Maggiore pilota Aristide degli Esposti, a bordo di un elicottero militare del 31° Stormo di Pratica di Mare, collocò l’imponente statua bronzea realizzata dallo scultore Celestino Petrone su un piedistallo di cemento armato realizzato sulla sommità del Capo San Giovanni. L’originale calco in gesso della statua fu donato al popolo di Delianuova, a simbolo dell’antica origine comune.

    Foto: La Madonna del mare di Bova Marina (Calabria Press – Anno 8° – Marzo – Luglio 1990)

    Seguirono tre giorni di celebrazioni e di feste in onore e in ricordo della tradizione che, ancora oggi a distanza di sessant’anni, rivive durante la prima decade di agosto e che si intende tramandare negli anni e nei secoli a venire a sugello del legame che unisce la Madonna del Mare con il suo popolo.

    Foto: Francesco Violi

  • Benvenuti

    La scuola italiana: tradizione e innovazione a confronto

    La scuola italiana rappresenta un pilastro fondamentale della società, con una lunga tradizione che affonda le radici nella storia culturale del Paese. Dall’infanzia all’università, il sistema educativo italiano si caratterizza per un’offerta formativa ampia e variegata, che mira a sviluppare competenze e conoscenze in diversi ambiti.

    Uno degli aspetti più significativi della scuola italiana è la sua struttura articolata, suddivisa in vari livelli: scuola dell’infanzia, scuola primaria, scuola secondaria di primo grado, scuola secondaria di secondo grado e università. Questa organizzazione permette di accompagnare gli studenti in un percorso di crescita graduale, adattato alle diverse fasce d’età e ai loro bisogni specifici.

    Negli ultimi anni, la scuola italiana ha affrontato numerose sfide, tra cui l’integrazione delle nuove tecnologie e la necessità di aggiornare i programmi didattici. L’introduzione della didattica digitale ha rivoluzionato il modo di insegnare e apprendere, offrendo nuove opportunità ma anche richiedendo un adeguamento sia da parte degli insegnanti sia degli studenti.

    Un tema centrale è inoltre quello dell’inclusione. La scuola italiana si impegna sempre di più per garantire pari opportunità a tutti gli alunni, indipendentemente dalle loro condizioni socio-economiche o dalle eventuali disabilità. Progetti di supporto, formazione specifica per i docenti e collaborazioni con enti esterni sono strumenti fondamentali per promuovere un ambiente scolastico accogliente e stimolante.

    Nonostante le difficoltà, la scuola italiana continua a rappresentare un luogo di crescita culturale e personale, dove si formano cittadini consapevoli e preparati ad affrontare le sfide del futuro. Investire nell’istruzione significa investire nel progresso del Paese, valorizzando la ricchezza del patrimonio educativo e culturale italiano.

    In conclusione, la scuola italiana è un sistema in continua evoluzione, che cerca di coniugare la tradizione con l’innovazione per offrire ai giovani gli strumenti necessari a costruire il proprio futuro. Supportare e migliorare l’istruzione resta una priorità per garantire lo sviluppo sociale ed economico dell’Italia.